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Torre Tabia, casa-torre feudale, risalente al XV secolo.
Visitando la nostra struttura, avrete il piacere di fare un tuffo nella storia

Dalle ricerche dello storico saccense prof. Cantone, risulta che la Torre della Tabia trae origine da un’antica casa-torre di tipo feudale, risalente al XV secolo. Torre Tabia è inserita nel contesto delle numerose torri di avvistamento di tipo militare fatte costruire, lungo tutto il litorale siciliano, dai vicerè per l’intercettazione delle navi saracene nel mare di Sciacca, tra Agrigento e Selinunte.

La torre si erge nel fondo, detto dalla gente del luogo “Locu di Zacco”, dal nome di un antico proprietario, inserita nel contesto di una vecchia azienda agricola, per anni rimasta in stato di abbandono.

Essa nel corso dei decenni ha subito dei mutamenti, e con l’edificazione di altri locali e magazzini attigui è stata adibita a masseria, ospitante, oltre alla dimora del proprietario e dei contadini, i locali per il deposito dei mezzi agricoli, del bestiame, un frantoio ed una ricca cantina di vino.

L’ edificio è stato poi abbandonato per diversi decenni, finché la famiglia Termine, proprietaria dei terreni contigui, ha deciso di recuperarla e ricavarne una struttura ricettiva a fini agrituristici, considerando anche l’enorme bellezza del territorio circostante, il mare vicino, le spiagge di capo San Marco e di Porto Palo di Menfi (bandiera blu), la vista sull’affascinante Selinunte, la poca distanza da Sciacca (Agrigento), famosa per la ceramica, il pesce e le Terme.

Il restauro della torre e dei locali limitrofi è stato eseguito nel totale rispetto dell’architettura e dello stile dell’epoca; la stessa fedeltà ha guidato la scelta delle suppellettili e degli interni, particolarmente curati.

Elementi architettonici.
L’antica torre è caratterizzata da un portale con arco a tutto sesto con risega di tipo rinascimentale del tutto simile al portale della vicina Torre di Vignagrande (già Ficane) datato 1453, ad essa contemporanea; svariate residenze del centro storico di Sciacca e del suo territorio presentano archi dalla modanatura (elementi decorativo-architettonici) simile.

Adiacente alla torre era, come già ricordato, un antico trappeto (frantoio) nel cui interno sono avanzate delle macchine, da anni in disuso, che una volta si usavano per frangere le olive: la pressa, le vasche, i filtri, le macine di pietra… queste ultime ora giacciono all’ombra di un grande albero di ulivo.